

04/12/2025
Da ormai tre anni le classi terze del Liceo M. G. Agnesi di Merate partecipano al progetto “Scienza e diritti umani”, che prevede un intervento in classe di alcuni esperti dell’Università degli Studi di Milano e la visita del MUSA (Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, mediche e forensi per i Diritti Umani). Le discipline protagoniste di questo museo sono quelle che si occupano di studiare il corpo umano in tutte le sue forme, per ricostruire il passato remoto e recente, attraverso l’esame del cadavere e dello scheletro.
L’obiettivo di questo Museo è diffondere il ruolo e l’importanza delle scienze antropologiche (disciplina che studia le caratteristiche fisiche dell’uomo), mediche e forensi (applicazione di metodi e tecniche scientifiche per indagare su eventi di rilevanza giudiziaria) nella lotta alla violenza e nella tutela dei diritti umani.
A seguito di questo percorso, tra gli studenti, sono scaturite numerose riflessioni in merito ai temi trattati durante la visita, come l’uguaglianza e la giustizia nell’ambito della morte.
Ogni anno molte persone sono costrette a convivere con la scomparsa di un proprio caro senza poter conoscere le cause e le ragioni che si celano dietro a tale perdita.
Queste situazioni portano con sé una serie di tragiche conseguenze che minacciano alcuni tra i più importanti diritti umani:
– Il rispetto della dignità dei morti, sancito dalla Costituzione Italiana, dal diritto dell’Unione Europea e dal Diritto Internazionale, nonché cardine della nostra cultura.
– Il diritto alla salute, fisica e psichica dei vivi: le persone che non sanno se un proprio caro sia vivo o morto, precipitano in un limbo definito “perdita ambigua”, che non permette loro di elaborare il lutto. Questa condizione genera un senso di vuoto, incertezza e smarrimento, portando ad oscillare tra illusioni e momenti di disperazione. E’ ormai riconosciuto dalla scienza medica che questo genere di situazioni possono portare a patologie come la depressione e l’alcolismo. L’identificazione dei morti riflette il diritto alla salute di chi li cerca, sancito dall’Articolo 32 della Costituzione, dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e dal Diritto Internazionale.
– Il diritto alla giustizia e il diritto alla difesa dei familiari, in modo da consentire loro di costituirsi parte civile nei processi e richiedere un risarcimento. (Articolo 24 della Costituzione).
– La possibilità di ottenere il certificato di morte, necessario per la tutela di alcuni diritti dei familiari: l’assenza di tale certificato rende particolarmente complesso l’accesso ad alcuni diritti, come quello dell’eredità.
Dunque, la certezza della sopravvivenza o della morte di un individuo è essenziale per preservarne la dignità e per consentire ai familiari di voltare pagina, ritrovando un equilibrio nella propria quotidianità.
Purtroppo non sempre si riesce ad attribuire una identità alle persone decedute, per diverse ragioni:
– Nei disastri di massa aperti possono essere coinvolte grandi quantità di persone e non si è nemmeno certi di quali e quante possano essere le vittime.
– In alcune circostanze (per esempio con i migranti che affrontano il mare per scappare dal loro Stato) si innescano delle dinamiche di discriminazione, più o meno consapevoli, e si finisce per attribuire ad alcuni morti una minore importanza, violando il diritto all’uguaglianza (Articolo 3 della Costituzione) sia dei defunti sia di chi li sta cercando.
La migrazione attraverso il Mediterraneo ha portato, negli ultimi anni, ad almeno 30.000 vittime di cui oltre il 60% è sepolto senza identità. La raccolta e l’incrocio dei dati è più complicata in quanto non esistono raccolte dati internazionali, che consentano di confrontare i dati dei vari Stati. In questi anni l’Italia sta lavorando per riuscire ad identificare queste vittime.

Il trenta aprile del 2024, i corpi deceduti e non riconosciuti in Italia risultavano essere all’incirca 1.100, tuttavia questo dato è in continuo cambiamento, sia per i nuovi casi che si presentano, ma anche grazie al costante sviluppo delle indagini e all’impegno dei medici legali. Questi ultimi si differenziano dai medici “dei vivi”, con cui abbiamo molte volte a che fare, in quanto hanno il compito di stabilire le cause del decesso e l’identità dell’individuo. E’ merito loro se possiamo restituire ai defunti, oltre al nome, anche la loro dignità, fornire prove ai tribunali e aiutare i parenti a superare il lutto.
Alla luce di ciò, ci pare doveroso ricordare che i medici legali sono molto più vicini al benessere dei vivi di quanto si potrebbe pensare.
Un esempio significativo dell’importanza dei medici legali ci viene fornito dal tragico incidente aereo avvenuto a Linate l’8 ottobre del 2001. Si è verificato uno scontro tra un velivolo privato e un aereo di linea, le cause del disastro furono: la fitta nebbia, l’usura della segnaletica sull’asfalto delle piste, la mancanza di strumenti di monitoraggio come radar e sensori di incursione, ma anche errori umani da parte dell’equipaggio dell’aereo privato e della torre di controllo, compresa la violazione di regole di traffico aeroportuali.
Questo drammatico evento ha portato in evidenza il fondamentale ruolo dei medici forensi, grazie ai quali è stato possibile fornire, già il 24 ottobre, dopo soli 16 giorni dalla tragedia, l’identità delle 118 vittime coinvolte, il 43% è stato identificato con metodi antropologici, il 32% con metodi dentari e il 25% con metodi genetici.
Con questo articolo vogliamo affiancare il MUSA nella sua missione, contribuendo a rendere nota l’importanza di tutte quelle persone che lavorano dietro le quinte al fine di porre la scienza al servizio della giustizia e dell’uguaglianza, in nome della tutela dei diritti umani.
Berenbruch Eric, Bevilacqua Michele, Limonta Roberto
3AS Liceo Scientifico M. G. Agnesi- Merate






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